Questa mattina 13 agosto 2021 i Popolari del Movimento civico NOI hanno scritto al Capo dello Stato e alle autorità di Governo chiedendo l’immediato rinvio delle elezioni in Calabria.

Abbiamo fatto ciò che avrebbero dovuto fare i capi dei partiti e tutti i candidati in corsa alle regionali – ha dichiarato il portavoce nazionale Fabio Gallo: chiedere un immediato rinvio delle elezioni la cui data è stata stabilità prima che la Calabria venisse consegnata alle fiamme. La Calabria è la regione più colpita dalle fiamme. Non si fermano i roghi che fanno strage di animali e non risparmiano vittime civili che tentano di difendere la loro terra ed il loro lavoro di una vita. Non è solo una emergenza ambientale ma umanitaria e le disposizioni governative che, nonostante il disastro non hanno prorogato la data delle elezioni, rischiano di diventare autori della più grave violazione dei diritti umani della storia della Calabria. Rinviare immediatamente le elezioni perché la struttura politico istituzionale calabrese oggi concentrata su se stessa e sulla campagna elettorale possa occuparsi in via prioritaria della sicurezza e della salute dei cittadini calabresi.

LA LETTERA INVIATA AL CAPO DELLO STATO
“Come sapranno la situazione in Calabria è gravissima e insuperabile in tempi brevi. Le fiamme di oltre 43 giganteschi roghi stanno ponendo le competenti autorità nella condizione di porre in salvo la popolazione anche “sfollandola”, se il caso, dai centri abitati e aprendo a previsioni di rientro della crisi sicuramente non brevi. La stampa nazionale offre ampia documentazione in riscontro ai roghi che sono talmente grandi e diffusi da essere incalcolabili, a breve, i danni sull’ambiente. Un vero e proprio inferno che sta mietendo vittime civili. Tale situazione manifestatasi dopo il provvedimento con il quale il Governo ha disposto la data delle elezioni regionali e comunali in Calabria, previste per i giorni 3 e 4 ottobre 2021, si somma alle conseguenze che il manifestarsi del COVID19 e dei suoi sviluppi ha sulla cittadinanza e sul mondo dell’economia calabrese, alla quale le fiamme dei roghi danno solo il colpo di grazia, mentre risalgono i contagi e gli Ospedali tornano a tremare.  In tal senso, in data 7/7/2021 la Corte Costituzionale con la sentenza n° 174 non ha lasciato dubbi in termini di (mala)gestione della Sanità pubblica evidenziando – cosa che oggi acquisisce maggiore importanza – un prolasso delle attività di Governo che non solo hanno reso inefficace l’ultradecennale commissariamento della sanità calabrese, ma complice del fallimento sia la Pubblica Amministrazione che i competenti ministeri chiamati a provvedere. Come risposta alla sentenza della Consulta che richiederebbe interventi immediati da parte dei ministeri indicati in sentenza, il Governo, invece, non potendo certamente conoscere in anticipo la grande crisi dovuta alla devastazione degli incendi, ha anticipato le elezioni regionali e comunali, costringendo tutto il mondo della politica locale, le istituzioni e ogni luogo nel quale si esercita qualsiasi forma di potere che si dovrebbe in questo tempo concentrare sulla difesa del suolo e delle comunità, ad occuparsi di una campagna elettorale d’urgenza che distrae dall’obiettivo primario per lo Stato: la sicurezza dei cittadini. Inoltre, appare fondamentale garantire quanto previsto dal dettato costituzionale in materia di voto. In questo particolare momento, in Calabria, non vi sono le condizioni per andare regolarmente alle urne. Se, come afferma la Corte costituzionale, esiste un solo popolo «che dà forma all’unità politica della Nazione», non sembra ammissibile un’asimmetria nell’espressione del voto. Che certamente, per i summenzionati motivi verrebbe inevitabilmente a crearsi. Le azioni emergenziali sin qui adottate e da adottare hanno messo progressivamente tutti i cittadini italiani in una condizione di subire forti limitazioni della libertà di circolazione e di riunione per un periodo che, ancora oggi, si sovrappone allo svolgimento della campagna elettorale per le regionali e amministrative in Calabria. Tali limitazioni, unitamente a quanto sopra esposto, hanno evidenziato la più totale mancanza delle condizioni minime per andare regolarmente al voto come previsto e prescritto dall’art. 48 della Costituzione della Repubblica Italiana. Per qualsiasi consultazione popolare, il momento precedente al voto va salvaguardato per proteggere il confronto pubblico e preservare la funzione che la Costituzione assegna ad ogni specifica consultazione popolare.

LA PROPOSTA

Atteso il subentrato stato di emergenza lo scrivente Movimento Civico, facendosi carico dell’istanza dei cittadini, chiede che la S. V. Ill.ma voglia valutare di chiedere al Governo il rinvio della data delle elezioni previste per il 3 e 4 ottobre 2021, almeno all’autunno inoltrato o alla primavera del 2022. In tal modo sarebbero assicurati ai cittadini calabresi i tempi indispensabili per il ripristino dell’emergenza, il rientro nei luoghi di residenza delle comunità sfollate, l’impegno necessario da parte dei ministeri indicati nella disposizione della Consulta, al fine di potere ristabilire con immediata assunzione di responsabilità, la tutela del primario interesse di tutti i cittadini, dal diritto alla sicurezza, alla salute, al voto libero da tutto quanto rende la Democrazia in questo momento, ostaggio del bisogno.