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La politica deve sostenere la crescita sana dei giovani e non può predicare bene e razzolare male, come pare essere normale a Cosenza. Ci riferiamo al caso sollevato dalla presenza nella notte di Capodanno del cantante Fabri Fibra, voluto dall’Amministrazione Occhiuto e i cui testi non costituiscono analisi sociale ma, alcuni di essi, veri e propri inni alla violenza che si trasformano in modelli imitati dai giovanissimi. Giustamente i social pullulano di dissenso per questa scelta inopportuna e chiedono l’annullamento della sua presenza. Pertanto, chiediamo all’Assessore Spadafora-Lanzino di conferire autorevolezza a tale dissenso, anche in virtù della sua costante lotta contro la violenza esercitata sulle donne, attraverso le sue dimissioni.
In quanto vittima- ella stessa – dell’immane sofferenza causata dalla violenza che venne esercitata su sua figlia, dissociandosi con una azione concreta, non solo con comunicati stampa o lettere, darebbe prova che la lotta alla violenza sulle donne non si lascia sporcare da meri interessi economici o d’immagine. Perché vivere in una realtà in cui si denuncia il problema della violenza contro le donne, ma in cui si lascia che essa si rappresenti col solo fine di farne uno spettacolo é tanto scorretto quanto cattivo esempio. In tal senso non devono esserci mezze misure. O è bianco o è nero, soprattutto quando si hanno responsabilità politiche che devono essere d’esempio.”.
La richiesta giunge dai Delegati del Movimento NOI alla Disabilità, Diritto e Giustizia, Sociale, Scuola, Famiglia e Quartieri Storici, rispettivamente Rosita Terranova, Nunzia De Rose, Maria Luisa Celani, Fedele Serpe, Vincenzo Capocasale e Francesca Cardillo.
“Sarebbe corretto – continua la nota – supportare ogni rappresentazione di ciò che comporta usare e subire violenza scegliendo con cura i contesti in cui attuarla ed utilizzando strumenti adeguati – perché no, anche musica e canzoni – con l’obiettivo di educare alla non violenza, di  informare su come essa si possa riconoscere e di prevenirne le varie forme.
Ci chiediamo se un concerto di fine anno, fatto in una piazza con un pubblico composto da bambini, adolescenti, famiglie, anziani, persone affette da disabilitá, sia il contesto adeguato per far esibire un cantante che già nel 2013, venne escluso dal concerto del Primo Maggio a Roma per le atrocità racchiuse nei testi di tante sue canzoni che non solo esaltavano la violenza sulle donne, ma addirittura lanciavano messaggi omofobi. Ci chiediamo altresì, cosa risponderà l’Assessore Spadafora-Lanzino qualora, tornando nelle scuole a portare un messaggio istituzionale, una bambina o una mamma dovessero chiederle per quale motivo non si è schierata con fermezza dalla parte dei cittadini, quando le chiesero di dissentire da un cantante che rappresenta un pessimo esempio per i giovanissimi?“.

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