Adolfo Antonio Rogano chirurgo Azienda Ospedaliera di Cosenza
Adolfo Antonio Rogano - Chirurgo d'Urgenza presso l'Azienda Ospedaliera di Cosenza.

“Se in Calabria vince il Centrodestra? Si, ma non importa niente a nessuno”.

PREMESSA
E’ questa la dichiarazione di Giancarlo Giorgetti, vicesegretario federale della Lega, dal 1º giugno 2018 al 5 settembre 2019 Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel Governo Conte, che ha fatto breccia in molti cittadini calabresi onesti e impegnati nella resistenza a ogni forma di mafia.

Ammettere candidamente che della Calabria non importa niente a nessuno e, detto da chi ha avuto delega ai Servizi Segreti, è frase da considerare e su cui riflettere bene.

L’immagine della situazione politica in Calabria è quella che ci offrono le molte indagini della Magistratura, dall’Antimafia di Catanzaro a quella di Salerno. Una situazione che ha fatto maturare un autentico civismo che si registra nella reazione alla mala politica, recentemente espressa anche con il sostegno dei cittadini liberi al Procuratore Nicola Gratteri e al suo Pool Antimafia. Ormai sono decine di migliaia i cittadini che stanno organizzandosi in Movimenti, Comitati, Associazioni e semplici aggregazioni che iniziano a reagire alla scandalosa gestione politica operata sia dal Centrodestra che dal Centrosinistra. E forse Giorgetti vuole significare che, visto l’andazzo dei partiti, il danno è irreversibile e si preferisce guardare altrove.

VENIAMO AD OGGI CON LA CANDIDATURA DI CARLO TANSI
A rompere quello che sembra essere un “maleficio” cui è sottoposta la politica calabrese da decenni è il Geologo Carlo Tansi con la sua candidatura alla Presidenza della Regione Calabria. Tansi è stato l’unico a presentare per tempo un programma vero ai Calabresi e con tanto di camper attrezzato è giunto in ogni luogo della Calabria perché il programma venisse esposto a tutti i cittadini.

ADOLFO ANTONIO ROGANO, IL GIOVANE E BRAVISSIMO CHIRURGO D’URGENZA CHE HA NEL CUORE LA RIFORMA “POSSIBILE E SOSTENIBILE” DEL SISTEMA SANITARIO
Ma, il “miracolo Tansi” – come è stato definito da chi conduce analisi politiche che ha visto crescere esponenzialmente il suo consenso, è stato quello di avere ricevuto la fiducia di giovani e grandi professionisti come Adolfo Antonio Rogano, 38 anni e noto chirurgo d’urgenza in servizio presso l’Azienda Ospedaliera di Cosenza che, dopo essersi laureato in medicina e chirurgia presso l’Università la Sapienza di Roma e, dopo aver conseguito la specializzazione in chirurgia generale, si trasferì in Francia, a Parigi, per lavoro per poi tornare in Calabria nel 2014.

“Quotidianamente, afferma il giovane chirurgo che ha la stima di centinaia di pazienti da lui operati e riportati in salute – mi imbatto nelle difficoltà di famiglie intere, che soffrono, non solo nel fisico, ma anche nell’animo in cerca di aiuto. Mi imbatto quotidianamente in persone eccezionali, che sacrificano la loro vita e quella dei loro familiari, per il prossimo, a causa dei pochi mezzi e uomini che abbiamo per uno sconsiderato piano di rientro. La causa di questo sfacelo, continua Rogano – sta nella politica clientelare adottata nelle ultime legislature regionali. La casta ha sistemato nella Pubblica Amministrazione PUPAZZI e FANNULLONI che occupano posti di rilievo senza merito alcuno. Ma vorrei fare di più. Non basta combattere sul campo, ma bisogna attuare una rivoluzione e scardinare le stanze della casta che ci hanno portato fino a questo sfacelo. Penso per davvero che nulla cambia se non siamo noi a farlo cambiare. La verità, conclude Rogano – è che anche io sei mesi dopo che sono rientrato in Calabria, avevo già la voglia di fuggire lontano, e ancora oggi ci penso di mollare tutto e fuggire verso isole più felici come quelle in cui ho già vissuto. Ma ciò, non sarebbe moralmente corretto. Continuare a lasciare la mia terra, la nostra terra, in mano a chi l’ha ridotta in un mucchio di macerie. No, non sarebbe corretto. Quotidianamente mi imbatto nei tanti problemi della Calabria, a partire dalla Sanità, una bomba che sta scoppiando e che se non facciamo ora qualcosa, non ci sarà più una via d’uscita. Per questo chiedo a tutti di riflettere bene il 26 gennaio e di scegliere con coscienza”.

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