Romanzo Cosentino
Romanzo Cosentino

“Romanzo Cosentino” parte seconda/ di Fabio Gallo/

Passeggiavo su Corso Telesio intorno alle 14:00. Nel mese di Luglio l’antica strada principale della Città Storica di Cosenza è più o meno sempre vuota. L’orario, che concilia con il pranzo anche i titolari delle poche e coraggiose attività che resistono al vento contrario della classe politica locale che per quasi 10 anni ha letteralmente abbandonato la cura della Città Storica di Cosenza, ha favorito l’amplificarsi dell’ascolto della memoria di quelle pareti che sembrano cadere addosso al passante.

cosenza, città storica, ztl
Città Storica di Cosenza – la desertificazione causata dalla ZTL

Un silenzio pregiato, però: oro colato per chi ama attraversare i luoghi e comprenderne profondamente il valore, senza essere disturbato da suoni molesti.

Passo dopo passo, dalla destra alla sinistra, da quelle porte fortunatamente ancora originali lavorate in legno e rese sicure dai mastri del ferro battuto, sembravano affacciarsi i commercianti ed entrare e uscire i cittadini della Cosenza di un tempo. Tra essi, cercavo di immaginare mia nonna, madre di 9 figli, che da Via Gaeta, luogo dell’abitazione, andava su è giù tenendo per mano mio padre piccolino.

cosenza, città storica, ztl
Città Storica di Cosenza – la desertificazione causata dalla ZTL

Il paradosso del silenzio assoluto è uno strano rumore prodotto dal vuoto, quando i nostri passi procedono uno dopo l’altro. Un rumore che rimbalza al nostro udito sotto forma di racconto, di vibrazioni sconosciute, di emozioni. Come avere accanto un vecchio saggio che si materializza nella mente, quando bellezza e senso delle cose che ti circondano ascoltano, e vorrebbero rispondere alle nostre domande.

Cosenza - Città Storica - Immagine tratta da Cosenza Cristiana.it
Cosenza – Città Storica – Immagine tratta da Cosenza Cristiana.it

E’ così, aprendo il cuore al soffiare di questo compagno di viaggio che, in fondo, è la nostra coscienza, ci rendiamo conto delle grandi e sconcertanti verità dell’esistenza che giustificano la solitudine di questi luoghi: la vita va avanti, le attività si estinguono perché si estinguono le tante famiglie che popolano i luoghi. Natura vuole l’estinzione delle generazioni.

Cosenza - Città Storica - Immagine tratta da Cosenza Cristiana.it
Cosenza – Città Storica – Immagine tratta da Cosenza Cristiana.it

Che tristezza, la vita che passa. Ma, al vecchio amico, dico che ho l’impressione che sia solo chiuso tutto per qualche ora e non per sempre. Si, l’impressione è che sia solo l’orario sconveniente e che tutto riaprirà nel pomeriggio. E come se tutto lo volesse.

Cosenza - Città Storica - Immagine tratta da Cosenza Cristiana.it
Cosenza – Città Storica – Immagine tratta da Cosenza Cristiana.it

Esce un raggio di sole che attraversa i tetti alle mie spalle e mi precede. Innanzi a me le mura grigie assorbono il sole e mi mandano un messaggio: fino a quando sorge il sole che riscalda tutto, far vivere o morire una Città millenaria dipende solo da noi, perché chi l’ha vissuta prima di noi, lo vuole.

Cosenza - Città Storica - Il Duomo: Rosone, Controfacciata
Cosenza – Città Storica – Il Duomo: Rosone, Controfacciata

Mi rassereno, più tardi andrò a salutare Giuseppe il mastro falegname e, di fronte, il mastro calzolaio. Ma ora ho innanzi a me la maestosità della Chiesa Madre. Sono estasiato. Siamo soli, io e lei. Guardo verso l’alto del rosone maestoso e capisco quel raggio di sole cosa voleva indicarmi…

Continua….

Corte dei Conti - il Logo
Corte dei Conti – il Logo

LA CORTE DEI CONTI E LA CORTE DEL SINDACO MARIO OCCHIUTO
Per la Corte dei Conti di Catanzaro, il Comune di Cosenza sarebbe in dissesto finanziario. Nella loro relazione, i Magistrati, affermano che la situazione creata dall’Amministrazione di Cosenza è “irreversibile” e la motivano con oltre 150 pagine durissime.

GLI “ODIATORI” ASSOLTI MORALMENTE
In due parole potremmo dire che tutti coloro i quali (NOI certamente) hanno contestato questa Amministrazione Occhiuto, venendo definiti da essa “odiatori”, hanno ricevuto un’assoluzione morale dalla Magistratura della Corte dei Conti”.

IL COMUNE DEVE SEMPRE DIRE CHE NON E’ VERO
La risposta del Sindaco di Cosenza Mario Occhiuto e della sua Amministrazione, ovviamente, strategicamente, non può validare la sentenza della Corte dei Conti. In tal caso, dovrebbero dimettersi tutti con la palese ammissione di fallimento, a danno di tutti i cittadini.

IN CASO DI “DISSESTO” E DOLO NESSUNO DI LORO POTRA’ CANDIDARSI PER 10 ANNI
Tradotto in politichese significherebbe: perdita immediata di migliaia e migliaia di voti, della totale di fiducia, l’allontanamento (che sta già accadendo comunque), di molti sostenitori primari e la certissima non candidabilità alle regionali o altro per bene 10 anni. A spiegare ancora meglio le motivazioni che la politica tenta di esorcizzare, è la Legge che all’Art.248 alla voce “Conseguenze della dichiarazione di dissesto”, cita testualmente:

5. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, gli amministratori che la Corte dei conti ha riconosciuto responsabili, anche in primo grado, di danni cagionati con dolo o colpa grave, nei cinque anni precedenti il verificarsi del dissesto finanziario, non possono ricoprire, per un periodo di dieci anni, incarichi di assessore, di revisore dei conti di enti locali e di rappresentante di enti locali presso altri enti, istituzioni ed organismi pubblici e privati, ove la Corte, valutate le circostanze e le cause che hanno
determinato il dissesto, accerti che questo e’ diretta conseguenza delle azioni od omissioni per le quali l’amministratore e’ stato riconosciuto responsabile.

Ma, attenzione, ora viene il bello e chiunque potrà comprendere che la Legge è chiara:

I sindaci e i presidenti di provincia ritenuti responsabili ai sensi del periodo precedente, inoltre, non sono candidabili, per un periodo di dieci anni, alle cariche di sindaco, di presidente di provincia, di presidente di Giunta regionale, nonché di membro dei consigli comunali, dei consigli provinciali, delle assemblee e dei consigli regionali, del Parlamento e del Parlamento europeo. Non possono altresì ricoprire per un periodo di tempo di dieci anni la carica di assessore comunale, provinciale o regionale né alcuna carica in enti vigilati o partecipati da enti pubblici.

Qualora, a seguito della dichiarazione di dissesto, la Corte dei conti accerti gravi responsabilità nello svolgimento dell’attività del collegio dei revisori, o ritardata o mancata comunicazione, secondo le normative vigenti, delle informazioni, i componenti del collegio riconosciuti responsabili in sede di giudizio della predetta Corte non possono essere nominati nel collegio dei revisori degli enti locali e degli enti ed organismi agli stessi riconducibili fino a dieci anni, in funzione della gravita’ accertata. La Corte dei conti trasmette l’esito dell’accertamento anche all’ordine professionale di appartenenza dei revisori per valutazioni inerenti all’eventuale avvio di procedimenti disciplinari.”.
Vedi qui la Gazzetta Ufficiale.

Fabio Gallo - Portavoce Nazionale del Movimento NOI
Fabio Gallo – Portavoce Nazionale del Movimento NOI

Come uscirne? A noi Cittadini è concesso sapere solo che la conferma sarebbe un disastro per le nostre tasche. Si, perché a pagare siamo e saremo sempre noi le scorie lasciate dalla cattiva politica.

La Legge indica in 10 anni il tempo in cui i politici e le realtà amministrative che se ne rendono responsabili debbono, in caso di manifesto dolo, restare lontane dall’esercizio della politica. NOI, non solo condividiamo, ma aggiungiamo che i Cittadini, per non incorrere nuovamente nello stesso errore, non devono eleggere più nessuno dei nomi che hanno composto anche il Consiglio Comunale, l’Organismo di controllo che non ha, invece, controllato.

I Consiglieri, infatti, non dimentichiamo, hanno funzioni normative di approvazione del bilancio comunale e di controllo politico sugli organi esecutivi, incluso il Sindaco. Le loro responsabilità politiche, sono enormi.

 

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