Vignetta di Vignaroli dedicata al ruolo della Corte dei Conti
Vignetta di Vignaroli dedicata al ruolo della Corte dei Conti

di Fabio Gallo/portavoce nazionale/

“Siamo tutti “parte civile” nel processo civico che Movimenti, Associazioni, Fondazioni, Comitati, singoli Cittadini, hanno intentato ormai da mesi contro l’Amministrazione comunale di Cosenza, che vede Sindaco Mario Occhiuto. 

Lo ha dichiarato il portavoce nazionale del Movimento NOI che, prima di analizzare brevemente le gravissime questioni poste dalla Corte dei Conti, analizza il “modus operandi” dell’attuale amministrazione nella gestione dell’Ente, in relazione ai Cittadini.

Fabio Gallo - Portavoce Nazionale del Movimento NOI
Fabio Gallo – Portavoce Nazionale del Movimento NOI

NON SOLO LA CORTE DEI CONTI
“La possibilità di un dissesto finanziario che potrebbe maturare a scapito dei cittadini – afferma Fabio Gallo – è solo l’ultimo atto di un’azione promossa dall’Amministrazione Occhiuto che, come ampiamente rilevabile, ha sollevato un sempre crescente dissenso nei cittadini di Cosenza che un tempo lo sostenevano e oggi non più.
E’ sempre più diffuso tra essi, il lamento relativo ad una politica incentrata sulla massiva cementificazione di spazi comuni, su politiche di pedonalizzazione che appaiono convulse, prive di logica e che violano il diritto alla libera circolazione dei cittadini e che sembrano finalizzate solo all’apposizione di gigantesche aree piastrellate che privano della sua anima la Città.
I Cittadini, a giusta ragione, lamentano da anni politiche in dicotomia con le più basilari logiche mirate al rispetto dell’Ambiente e del verde pubblico che all’Amministrazione Occhiuto piace declamare ma non vi sono segni della sua attuazione. E’ sufficiente pensare alle condizioni di abbandono del polmone verde rappresentato dall’antica Villa comunale, o prendere visione di come è stato trattato il letto dei fiumi in quella che appare una chiara opera di devastazione ambientale, definita dall’Amministrazione “opera di pulizia”.

Il letto del Fiume Crati completamente spogliato della sua vegetazione
Il letto del Fiume Crati completamente spogliato della sua vegetazione

Per non parlare – continua Fabio Gallo, dell’indifferenza che l’Amministrazione comunale di Cosenza ha mostrato in tutti questi anni verso le immediate periferie del centro Città, desolate e letteralmente invase dai topi e insistente degrado e sporcizia, come la Città Storica di Cosenza, abbandonata al degrado sociale e strutturale ma oggetto di conferenze stampa e protocolli che annunciavano tante cose e progetti, mai realizzati. A dire del Sindaco Mario Occhiuto e del Rettore dell’Università Gino Mirocle Crisci e a giudicare dai vari protocolli osannati, passati e ripassati dalla stampa locale, la Città Storica di Cosenza avrebbe dovuto godere già da anni della presenza di migliaia e migliaia di studenti dell’UNICAL che avrebbero dovuto trasformarla in un contenitore di grandi speranze e intelligenze.

La Città Storica di Cosenza
La Città Storica di Cosenza

Invece, per uno strano scherzo del destino che in questo caso si chiama “pessima amministrazione“, la Città Storica, ha inglobato una intera comunità Rom  di centinaia e centinaia di anime cui non si conosce censimento ISTAT. Una situazione irreversibile.
Senza spostarci da questo luogo di assoluta bellezza, tutti ricordano, proprio accanto all’ingresso della Cattedrale di Cosenza che nel 2022 festeggia i suoi 800 anni, le pericolose cascate generate dalla scarsa manutenzione.

cosenza, città storica, ztl
Città Storica di Cosenza – la desertificazione causata dalla ZTL

Ma anche il dramma, nell’estate 2018, causato dalla chiusura della stessa Città Storica, con un provvedimento ZTL ordinato dal Sindaco Mario Occhiuto, che pose in gravissime difficoltà le aziende del territorio tra le quali alcune, furono costrette alla chiusura a causa delle desertificazione che ne conseguì. Ad entrare in difficoltà a causa di questo assurdo provvedimento, fu anche l’Arcidiocesi di Cosenza – Bisignano con i suoi Uffici e tutte le opere di volontariato e assistenza agli ultimi.

viale parco, no metro
Viale Giacomo Mancini (Viale Parco) già cancellato per i lavori della Metro – PRIMA
viale mancini distrutto
viale mancini distrutto

E’ solo il caso di accennare a quello che i cittadini di Cosenza hanno giudicato un vero e proprio tradimento politico: la questione relativa alla costruzione della Metro di superficie ritenuta inutile, dispendiosa e obsoleta dai cittadini e anche dal Sindaco Mario Occhiuto e dalla sua squadra che, incredibile a credersi, una volta eletti nuovamente alla guida della Città – anche grazie al voto dei NO METRO – le promesse fatte in campagna elettorale divennero SI alla Metro, consentendo la devastazione della bellissima dorsale Cosenza-Rende (Viale Mancini), decorata dal suo utilissimo parco verde attrezzato per lo svago di famiglie e cittadini dediti allo jogging.

Cosenza - Piscina del Centro Sportivo polivalente - Opera incompiuta
Cosenza – Piscina del Centro Sportivo polivalente – Opera incompiuta abbandonata al degrado

Ma – continua Fabio Gallo – sarebbe forse ancora incomprensibile la presa di posizione dei Cittadini di Cosenza, se non si facessero notare le loro buone ragioni quando affermano che anche il grande potenziale del centro polivalente dello Sport, conosciuto anche come “Parco Acquatico del Fiume Crati” (oggi finalmente sotto indagine della Guardia di Finanza), è stato abbandonato allo scempio dei barbari e al degrado. Ciò, nonostante la consapevolezza fornita dai dati Caritas e Istat che mostrano un livello di disoccupazione non solo preoccupante ma reputato irreversibile.

BoCS Art sul lungo Fiume Crati - Cosenza
BoCS Art sul lungo Fiume Crati – Cosenza

Per non parlare di quel progetto promosso in ogni dove dal Sindaco Mario Occhiuto e dalla sua Amministrazione, che prende il nome di BoCS ART: residenze artistiche poste sul lungo fiume che avrebbero dovuto proporre arte, arte e arte, divenute, invece, un nuovo e desolato deserto, ulteriore segno di incapacità politica e gestionale, dell’intera Amministrazione.
Non per ultimo, ciò che colpisce oggettivamente, è l’avversità di questa Amministrazione al verde pubblico, al recupero e rispetto delle tradizioni, come ad esempio la mancanza di rispetto dei sagrati delle Chiese, mostrato con l’assoluta mancanza di controllo della movida notturna che ha sottomesso la Chiesa di Santa Teresa riducendo i suoi luoghi a raccoglitori di vomito dei giovani cosentini preda dell’alcool, o dall’apposizione di grandi insegne pubblicitarie istallate fin’anche nelle aiuole del sagrato della Chiesa di Loreto.
Per non parlare del caos creato dalla pedonalizzazione “convulsa” peggiorata dall’apposizione di ZTL e impedimenti vari che, chiudendo una vastissima area centrale di una Città come Cosenza che ha nel suo centro Cliniche, Case di Cura, Ospedale e Pronto Soccorso, Banche, Uffici e sedi istituzionali governative come ad esempio la Prefettura, ha trasformato in un vero grande disagio la qualità della vita dei cittadini.  Per aggiungere solo un altro tassello al pietoso puzzle che caratterizza il rapporto tra Cittadini di Cosenza e Amministrazione Occhiuto, si devono citare anche la grande campagna pubblicitaria e le tante conferenze dell’Amministrazione e del Sindaco sul tema della “Smart City” conclusasi miseramente con la chiusura dei luoghi ad essa adibiti e al non funzionamento di tutti i totem digitali finanziati anche dall’Europa, disseminati in tutta la Città di Cosenza e completamente in disuso, oltre che in parte distrutti.

Numerose anche le indagini giudiziarie in corso, ma non è alle inchieste giudiziarie che il Movimento NOI vuole affidare le proprie ragioni che sono, invece, “politiche”.

La Corte dei Conti
La Corte dei Conti

LA CORTE DEI CONTI
In questo clima, oggi, la Corte dei Conti ammonisce gravemente il Comune di Cosenza
e, conseguentemente, l’Amministrazione Occhiuto al governo da quasi dieci anni, ponendo interrogativi che, se confermati dalla Camera di Consiglio della Corte dei Conti prevista in data 19 Luglio, mostrano della gestione della Cosa Pubblica nel Comune di Cosenza ben altro volto di quello che sino ad oggi si è voluto dare.

GLI ESPERTI CHE HANNO BISOGNO DI UN ESPERTO
Paradossalmente, a certificare che l’Amministrazione Occhiuto non è stata in condizione di adempiere al suo mandato amministrativo, è la recente nomina da parte della stesso Comune di un nuovo e ulteriore consulente (determina n° 1862) che mostra come gli esperti già nominati, abbiano bisogno di un ulteriore esperto. Una questione a dire poco assai deprimente.

LA CORTE DEI CONTI HA VERIFICATO GLI OBIETTIVI INTERMEDI DEL “PRFP”
Il “PRFP” (Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale) è uno strumento eccezionale che consente di approntare un risanamento dell’Ente oltre i limiti dati dagli strumenti ordinari e ha durata di un minimo di 4 anni ad un massimo di 20.

LA SITUAZIONE ATTUALE EMERSA DALL’ANALISI DELLA CORTE DEI CONTI
Con deliberazione n° 66 del 22 Maggio 2019, trasmessa via PEC al Sindaco Mario Occhiuto, al Presidente del Consiglio Comunale, all’Organo di Revisione e al Responsabile del Servizio Economico Finanziario, la Corte dei Conti ha effettuato il monitoraggio del PRFP (Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriannale) per il quadriennio 2015 – 2018, periodo a cavallo tra la prima e la seconda amministrazione Occhiuto, con lo scopo di verificare se quanto dichiarato dal Comune di Cosenza all’interno dello stesso piano, è stato rispettato e si sta rispettando, oppure no.

Analizzando gli anni dal 2015 al 2018 la Corte dei Conti ha stabilito che tale piano in tutti i suoi elementi è stato disatteso.

Un fatto gravissimo per cui la Corte dei Conti in relazione ad alcune voci, quali ad esempio i debiti fuori bilancio, ha richiesto la presentazione di una “relazione integrativa a cura del Responsabile del Settore legale del Comune di Cosenza e controfirmata dal Responsabile Finanziario e dal Sindaco con assunzione di responsabilità in ordine alla veridicità di quanto attestato, sottoposta alla valutazione del Collegio dei Revisori che dovranno esprimere un parere di congruità o non congruità in ordine alla stessa relazione”.

TRA LE TANTE NOTE DELLA CORTE DEI CONTI IL DEBITO PER IL SERVIZIO IDRICO NEI CONFRONTI DELLA REGIONE CALABRIA E RR.SS.UU.
La Corte dei Conti resta in attesa di conoscere quali siano i debiti e i crediti nei confronti della Regione Calabria poiché quest’ultima “ha comunicato che il Comune di Cosenza ha un debito per il Servizio Idrico, anteriore all’istituzione della SORICAL di circa 19 milioni di Euro e che in punto di debito RR.SS.UU. il Comune presenta una situazione di forte ritardo nell’adempimento del piano di rientro concordato a suo tempo, avendo solo saldato parte delle rate del 2013 e 2014, e quindi permarrebbe un debito residuo di oltre 11 milioni di Euro. A tal proposito la Corte dei Conti resta in attesa delle risposte del Comune che dovrà dare conto di come il suo debito nei confronti della Regione Calabria trova corrispondenza nei residui passivi del bilancio comunale”.
Alla luce di quanto riscontrato, la Corte dei Conti ha deciso di convocare la sua Camera di Consiglio in data 19 Giugno 2019 per decidere “sulla sussistenza nella fattispecie del predetto grave e reiterato mancato rispetto degli obiettivi intermedi fissati dal Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriannale”, concedendo al Comune di Cosenza di “far pervenire eventuali contro deduzioni entro e non oltre il decimo giorno antecedente alla data della predetta Camera di Consiglio”. Il Comune di Cosenza, da parte sua, ha richiesto un proroga per la presentazione della documentazione richiesta dalla Corte dei Conti e la stessa ha dato come termine ultimo la data dell’1 Luglio 2019.
Qualora il Comune di Cosenza – avverte la Corte dei Conti – non presenti alcuna documentazione, la stessa si determinerà sulla base dei documenti attualmente in suo possesso sul “grave e reiterato mancato rispetto degli obiettivi intermedi fissati dal piano”, previsto dall’art. 243-quater del TUEL (Testo Unico delle Leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali), (D.Lgs. 18 Agosto 2000, N° 267).

L’ALTRO DISSESTO: la realtà virtuale a quella reale. Abbandoni, discariche, abusi, rendering  suggestivi, demolizioni fuorilegge, Centro storico abbandonato e molto, molto altro.

Le immagini sono solo un’appendice a sostegno di quanto da sostenuto in questo redazionale dal Movimento NOI. Certamente possono sfuggire molte cose ad un’Amministrazione grande come Roma o Milano. Ma a Cosenza, un cittadina che dovrebbe essere un tutt’uno, ciò che vediamo non può essere solo frutto di dimenticanze. Montagne inaudite di rifiuti anche pericolosi di ogni genere abbandonati a pochi metri dalle acque del fiume, hanno solo un significato: disinteresse e incapacità di attuare politiche ambientali e di controllo vere, oltre che mancanza di rispetto per tutti i Cittadini e anche per la Magistratura che sta indagando sull’inquinamento dei fiumi. Per non parlare del Parco Acquatico del Fiume Crati che, tra l’altro, darebbe vita ad una grande periferia. Li, dove non ci sono le Aziende e gli imprenditori che ci tengono alle proprie attività e a presentarle con decoro, come nel Corso Mazzini definito il “salotto buono”, il resto si pronuncia da solo.

Una discarica a cielo aperto a pochissimi metri dal Fiume Crati
Una discarica a cielo aperto a pochissimi metri dal Fiume Crati

Questa discarica sempre più piena di rifiuti di ogni sorta è posta a pochissimi metri dal Fiume Crati sul quale insistono indagini della Procura della Repubblica di Cosenza definite “Cloaca Maxima”. Nonostante ciò, l’Amministrazione comunale di Cosenza sembra non vederle o preoccuparsene. A seguire la mappa di Google che mostra la distanza dal Fiume e alcuni dettagli della tipologia dei rifiuti. Le Immagini sono del Giugno 2019. Grazie ad una serie di denunce pubbliche del Movimento NOI, si riuscì a far ripulire la strada che costeggia il fiume divenuta una enorme e pericolosa discarica.

Discarica a pochi metri dal Fiume Crati - Mappa
Discarica a pochi metri dal Fiume Crati – Mappa
Discarica a pochi metri dal Fiume Crati - dettaglio rifiuti
Discarica a pochi metri dal Fiume Crati – dettaglio rifiuti
Discarica a pochi metri dal Fiume Crati - dettaglio rifiuti
Discarica a pochi metri dal Fiume Crati – dettaglio rifiuti

PARCO ACQUATICO DI COSENZA SUL FIUME CRATI ABBANDONATO E DEVASTATO
Ora vediamo qualche immagine del Parco Acquatico realizzato accanto al Fiume Crati, inaugurato alla fine del mandato del Sindaco di Cosenza Perugini e poi, abbandonato e oggetto di azioni vandaliche e razzie. Per tutta la durata dell’Amministrazione Occhiuto, nonostante le molte campagna di segnalazione da parte del Movimento NOI e altri, nulla si è mosso nell’Amministrazione di Cosenza e nessuna determina è stata assunta per completarne i lavori che avrebbero potuto dare molto lavoro ai giovani e animare il territorio abbandonato. A seguire immagini realizzate il 22 Giugno 2019.

Parco Acquatico di Cosenza . Abbandonato alla devastazione dopo la sua inaugurazione
Parco Acquatico di Cosenza . Abbandonato alla devastazione dopo la sua inaugurazione
Il Parco Acquatico di Cosenza . Abbandonato alla devastazione dopo la sua inaugurazione
Il Parco Acquatico di Cosenza . Abbandonato alla devastazione dopo la sua inaugurazione
Il Parco Acquatico di Cosenza . Abbandonato alla devastazione dopo la sua inaugurazione
Il Parco Acquatico di Cosenza . Abbandonato alla devastazione dopo la sua inaugurazione
Parco Acquatico di Cosenza . Abbandonato alla devastazione dopo la sua inaugurazione
Parco Acquatico di Cosenza . Abbandonato alla devastazione dopo la sua inaugurazione
Il Parco Acquatico di Cosenza . Abbandonato alla devastazione dopo la sua inaugurazione
Il Parco Acquatico di Cosenza . Abbandonato alla devastazione dopo la sua inaugurazione
Il Parco Acquatico di Cosenza . Abbandonato alla devastazione dopo la sua inaugurazione
Il Parco Acquatico di Cosenza . Abbandonato alla devastazione dopo la sua inaugurazione
Il Parco Acquatico di Cosenza . Abbandonato alla devastazione dopo la sua inaugurazione
Il Parco Acquatico di Cosenza . Abbandonato alla devastazione dopo la sua inaugurazione
Parco Acquatico di Cosenza - tutto abbandonato
Parco Acquatico di Cosenza – tutto abbandonato
Parco Acquatico di Cosenza . Abbandonato alla devastazione dopo la sua inaugurazione
Parco Acquatico di Cosenza . Abbandonato alla devastazione dopo la sua inaugurazione
Parco Acquatico di Cosenza - visuale di una delle vasche esterne e spogliatoi-tutto abbandonato
Parco Acquatico di Cosenza – visuale di una delle vasche esterne e spogliatoi-tutto abbandonato

IL MURO DEL QUARTIERE MASSA ACCANTO ALLA CHIESA DI SANT’AGOSTINO
La sera di Giovedì 15 Febbraio 2018, appena dopo il rientro a casa dei bambini che giocavano proprio li, accanto all’auto che vedete nella foto, crolla il muro sotto e sopra il quale, miracolosamente a quell’ora non passava nessuno. Si, perché la spalla del muro era anche la viuzza percorsa dagli abitanti. Il Movimento NOI è giunto tra i primi a verificare e le immagini che vedete sono relative a prima e dopo il crollo. L’incuria dell’Amministrazione comunale di Cosenza è stata tale da non provvedere alla sua riparazione neanche quando le lesioni erano di 10 centimetri, esattamente dove si è staccato il muro. Ma la vergogna non ha fine. Oggi, al di là di una impalcatura, tutto è fermo. Sono trascorsi 15 mesi ma nel centro sono stati effettuati lavori di ogni sorta, feste e festini, tagli di nastri e inaugurazioni costate centinaia di migliaia di euro. Ma quel muro, è ancora li, distrutto e con il rischio che possano franare le civili abitazioni. Le immagini del muro crollato e dei lavori fermi sono nel Giugno 2019.

Contrada Sant'Agostino - Cosenza. Il muro prima del crollo
Contrada Sant’Agostino – Cosenza. Il muro prima del crollo
Contrada Sant'Agostino - Cosenza. Il muro prima del crollo
Contrada Sant’Agostino – Cosenza. Il muro la notte del crollo
Cosenza - Contrada Sant'Agostino Rione Massa-Crollo del muro
Cosenza – Contrada Sant’Agostino Rione Massa- la mattina successiva al crollo del muro

Ed ecco il muro pericolante con il cantiere fermo da mesi, come si nota dalle immagini realizzate e integrate in data 23 Giugno 2019.

cosenza - dissesto finanziario-mario occhiuto
Contrada Sant’Agostino Rione Massa- le condizioni del cantiere nel Giugno 2019
cosenza - dissesto finanziario-mario occhiuto
Contrada Sant’Agostino Rione Massa- le condizioni del cantiere nel Giugno 2019
Contrada Sant'Agostino Rione Massa- le condizioni del cantiere nel Giugno 2019
Contrada Sant’Agostino Rione Massa- le condizioni del cantiere nel Giugno 2019
cosenza - dissesto finanziario-mario occhiuto
Contrada Sant’Agostino Rione Massa- le condizioni del cantiere nel Giugno 2019
cosenza - dissesto finanziario-mario occhiuto
Contrada Sant’Agostino Rione Massa- le condizioni del cantiere nel Giugno 2019

EX HOTEL JOLLY: L’AMMINISTRAZIONE DEMOLISCE SENZA ESSERNE PROPRIETARIO
Incredibile a credersi ma è proprio così: si bandisce una gara d’appalto, poi viene assegnata al vincitore che apre il cantiere con tanto di mezzi e guardiania. A questo punto, come giusto che sia per chi vince, l’azienda inizia a lavorare e vengono eliminati gli infissi di ben sei piani di albergo, oltre tutti i cavi e gli impianti interni. Poi, il Sindaco Mario Occhiuto posa sulla sua pagina Facebook fiero di ciò e comunica che da li a poco avrebbero demolito lo stabile perché li sarebbe dovuto nascere il Museo di Alarico. A questo punto, il TAR Calabria blocca tutto perché – incredibile e a credersi – il Comune di Cosenza non era proprietario e non poteva demolire ciò di cui non si è proprietari. A tutt’oggi si presenta come nelle immagini. Il Movimento NOI ha presentato esposto alla Magistratura. Successivamente, il MiBACT ha bloccato i lavori. 

La Città Storica di Cosenza - a destra la semi demolizione dell'ex Jolly Hotel
La Città Storica di Cosenza – a destra la semi demolizione dell’ex Jolly Hotel
Cantieri fermi dell'ex Jolly Hotel - Immagini del 23 Giugno 2019
Cantieri fermi dell’ex Jolly Hotel – Immagini del 23 Giugno 2019
Amministrazione Occhiuto, cosenza, dissesto finanziario
Cantieri fermi dell’ex Jolly Hotel – Immagini del 23 Giugno 2019

 

IL PLANETARIO INAUGURATO DI FRETTA E POI CHIUSO
L’Amministrazione di Cosenza a guida Mario Occhiuto ha imparato dall’Architetto a realizzare rendering che mostrano una città meravigliosa alla quale, oggettivamente, non fosse per la realtà, tutti vorrebbero credere. Ma, bisogna che l’Amministrazione Occhiuto sappia, che se il rendering è reale, va bene; se, invece, come ad esempio in questo caso è surreale, significa che si sta deliberatamente mentendo ai Cittadini. A giudicare dai rendering diffusi prima dell’inaugurazione si sarebbero dovite abbattere decine e decine di civile abitazioni. Cosa, ovviamente, impossibile. Ma non è tutto; quando una bene pubblico si inaugura in qualsia parte del mondo, significa che dal giorno dopo è pronto. A Cosenza, No. Inaugurato il 6 aprile 2019 alla presenza di Mara Carfagna con tanto di festa completa, fuochi d’artificio e una illuminazione hollywoodiana, seguendo il rigoroso protocollo del “dare all’occhio per la stampa regionale..”, dal giorno dopo a tutt’oggi, il nulla. Chiuso, erbacce e lucchetti. Ma le immagini realizzate il 16 Giugno 2019 parlano da sole.

Inaugurazione del Planetario di Cosenza
Inaugurazione del Planetario di Cosenza
Il rendering diffuso dall'Amministrazione comunale di Cosenza e la realtà
Il rendering diffuso dall’Amministrazione comunale di Cosenza e la realtà

Ed ecco il Planetario dopo due mesi; chiuso erbacce e lucchetti.

Il Planetario di Cosenza chiuso immediatamente dopo l'inaugurazione
Il Planetario di Cosenza chiuso immediatamente dopo l’inaugurazione
Il Planetario di Cosenza chiuso immediatamente dopo l'inaugurazione
Il Planetario di Cosenza chiuso immediatamente dopo l’inaugurazione
Il Planetario di Cosenza chiuso immediatamente dopo l'inaugurazione
Il Planetario di Cosenza chiuso immediatamente dopo l’inaugurazione
Il Planetario di Cosenza chiuso immediatamente dopo l'inaugurazione
Il Planetario di Cosenza chiuso immediatamente dopo l’inaugurazione

 

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