Il Palazzo del Comune di Cosenza
Il Palazzo del Comune di Cosenza

E’ entrata da poche ore in rete, a Cosenza, la lettera di un dipendente comunale che ci fa riflettere. Chiede scusa per il malgoverno che attanaglia gli uffici comunali e chiede ai mezzi di comunicazione di farsi portavoce del fatto che non tutta l’Amministrazione comunale di Cosenza con i suoi uffici, è d’accordo con certi meccanismi che sarebbero, invece, espressione del (mal) governo del Sindaco Mario Occhiuto.

La lettera è in fondo alla pagina ma prima il Movimento NOI desidera esporre e condividere un breve pensiero.

Senza ombra di dubbio negli ultimi due anni di amministrazione del Sindaco Mario Occhiuto (FI), il disappunto nei confronti della sua amministrazione è diventato talmente grande da indurre la cittadinanza ad invocare l’immediata fine di questa amministrazione, che avverte come una “minaccia” alla propria civile esistenza e ai propri diritti.

La mancanza di trasparenza nella gestione della cosa pubblica, anima e non poco Carabinieri e Guardia di Finanza che entrano ed escono dal Comune di Cosenza, seminando il panico tra i dipendenti che – a dire della lettera – non condividerebbero le azioni del Sindaco (“regista”, ndr.) e di una “minoranza arrogante che disprezza le regole”.

Il mondo social che si sa, è la cartina al tornasole della realtà, mostra gran parte della cittadinanza, vittima dell’isterismo politico del primo Cittadino, che sembra non perdere occasione per porre in essere scelte volte a complicare la vita dei cittadini, soprattutto quella dei più deboli. Tra questi, anziani e disabili. Facebook è letteralmente una polveriera di commenti contro il malgoverno dell’Architetto Mario Occhiuto che predica la “sostenibilità ambientale”, ma razzola traffico aumentato in maniera esponenziale, stress psicofisico a carico della città che lavora e attività di “bunkeraggio” seminando barriere stradali di tipo H1 in tutta la città.

Alla luce della lettera apparsa sulla stampa locale questa mattina, rivolgiamo un invito ai Consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione ai quali chiediamo di rileggere bene questa lettera che raccogliamo dalla rete per trarne le dovute conseguenze rassegnando le dimissioni, al fine di ridisegnare una Città ove le esigenze primarie dei Cittadini siano al primo posto. Poi, crediamo davvero, saranno ingiustificati.

LA LETTERA DI UN DIPENDENTE COMUNALE ALLA STAMPA
Un dipendente comunale, vedendo la deriva alla quale si è arrivati a Palazzo dei Bruzi, decide di scrivere un messaggio che pubblica la testata giornalistica Iacchite.com.

Carissimo direttore,
a scriverle è un dipendente comunale che ormai non ne può più di questo stato di polizia che si respira in Municipio. Ogni giorno c’è la presenza di qualche forza di polizia che sequestra carte per ordine di qualche magistrato. È un clima che si respira da qualche anno e il disagio è enorme! Volevo manifestare il fatto che molti di noi dipendenti ci sentiamo fuori posto con quest’amministrazione che chiama uomini di fiducia del il sindaco negli uffici con la stessa arroganza che contraddistingue quello che voi giustamente chiamate “cazzaro” e impartisce ordini umiliando e mortificando la dignità anche di chi ha alle spalle trent’anni di lavoro sudati.
Pensano e pretendono che si può fare di tutto obbligandoci molte volte a firmare atti forzati sia nella forma che nella sostanza, attestando prestazioni inesistenti e fatture per prestazioni mai rese. Proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) ho sentito un collega lamentarsi perché per l’ennesima volta i carabinieri sono arrivati nel suo ufficio a prendere il numero dì faldoni per questioni delicate e questo sembra criminalizzare tutto il municipio ma la buona riuscita di un film o il suo fallimento sono dovuti sempre all’opera del regista… Vorremmo che emergesse che dentro il Comune di Cosenza ci sono tanti bravi lavoratori e solo una minoranza arrogante che disprezza le regole. (lettera, fonte Iacchite.com)
Vedi tutto l’articolo: http://www.iacchite.com/cosenza-la-festa-e-finita-e-cresce-limbarazzo-anche-ieri-i-carabinieri-a-palazzo-dei-bruzi/

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