Scorcio della Città Storica di Cosenza
Scorcio della Città Storica di Cosenza

A cura di Fabio Gallo/portavoce nazionale/

Prima di tutto: fidatevi di ciò che vedete.
Mai come in questi tempi, l’Amministrazione comunale di Cosenza (Sindaco l’Arch. Mario Occhiuto), è aspramente criticata dalla cittadinanza per l’attuazione di politiche promosse come “sostenibili”, ma che si manifestano essere diametralmente opposte al reale significato del termine, la cui definizione affido alla Treccani.
La pedonalizzazione massiva che allarga a dismisura le colate di cemento ormai inarrestabili e prive di verde pubblico, sta producendo un livello importante di stress cittadino, acutizzatosi con l’imposizione di ZTL (Zone a Traffico Limitato, ndr.) estese in gran parte della Città, detta nuova, e che da ieri si allargano alla Città Storica.

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I tetti di parte della vasta Città Storica di Cosenza – In primo piano il Duomo di Cosenza – Foto: cortesia ITALIAEXCELSA

Questa, la goccia che ha fatto traboccare letteralmente il vaso, suscitando una vera ribellione di cittadini e commercianti, attese le caratteristiche di quest’ultima.

LA ZTL ALLA CITTA’ STORICA? “LA CREMA SULLE MANI SPORCHE”
La Città storica di Cosenza, infatti, è stata letteralmente abbandonata dall’attuale Amministrazione che governa da ben sette anni. Già solo al primo giorno di attivazione della ZTL, attività commerciali intervistate e che hanno resistito ai danni di questa conduzione politica, hanno dichiarato di avere venduto “zero”. Se non fosse stato per un funerale celebratosi nella vicina Cattedrale, lo storico Caffè Renzelli, non avrebbe venduto per l’intero pomeriggio neanche un caffè. Proprio in questo pomeriggio, nel corso della conversazione con i commercianti a cura di una nostra delegazione, ho realizzato questo scatto che mostra una città fantasma.

Cosenza - Città Storica - Primo giorno di chiusura al traffico con ZTL
Cosenza – Città Storica – Primo giorno di chiusura al traffico con ZTL

Prima di continuare nella mia analisi e declinare i gravissimi danni causati da questa forma di politica convulsa, comunico che le foto sotto esposte, sono state realizzate Domenica  8 Luglio dalle ore 11 alle ore 12, nella Città che l’attuale Amministrazione di Cosenza, definisce turistica. Un atto che devo ai tanti lavoratori di quella parte di Città considerata il “salotto buono” che, come in tutte le Città turistiche, dovrebbe essere stracolmo di visitatori. Lascio a voi il giudizio. Con ciò, non si pone nessun dubbio sulla valenza di tanti operatori dediti all’accoglienza dei visitatori. Essi fanno magistralmente il loro lavoro e sono vanto per la Città. Il problema è proprio l’Amministrazione politica del Turismo. Una questione complessa ma che si deve affrontare con strategie vincenti e idonee alla Città.

Cosenza - Corso Mazzini - "Il salotto buono" - Luglio 2018
Cosenza – Corso Mazzini – “Il salotto buono” – Luglio 2018

Saggia decisione, quella della comunità politica del Movimento cattolico NOI, di parlare per immagini e interviste dirette agli Operatori.
Prima di procedere, come anticipato, desidero citare il significato del termine “Sostenibilità” offerta Treccani: “nelle scienze ambientali ed economiche, è la condizione di uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente, senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”. A Cosenza, Città che le statistiche considerano la più povera della Calabria, la politica sta compromettendo sia le generazioni di oggi che di domani. Ma andiamo per gradi.

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Cosenza – Piazza Bilotti – Luglio 2018

A porre il sigillo sulla cattiva interpretazione del termine “sostenibilità” e a marcare la differenza tra il dire e il fare è proprio la più grande opera pubblica realizzata su precisa scelta del Sindaco e della sua Amministrazione, proprio nel centro Città: la mega Piazza Bilotti. Una delle più grandi isole di cemento mai viste, che sovrasta un gigantesco parcheggio la cui funzione richiama proprio nel cuore della città le auto attraverso un forzato costringimento del traffico su doppio senso all’inglese, che manda nel caos cittadini, automobili e, non ultimo, anzi, inquina.

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Cosenza – Piazza Bilotti – Luglio 2018

Ad Ottobre il Movimento NOI promuoverà attività di monitoraggio e dimostrerà scientificamente l’alto tasso di inquinamento. Quest’opera molto criticata da Architetti e Urbanisti del mondo accademico, rappresenta il sigillo del Sindaco Occhiuto sulla Città che, proprio per la sua funzione, deve rinunciare al termine “sostenibilità”.

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Cosenza – Viale G. Mancini (Viale Parco) – Luglio 2018

LE GRANDI CONTRADDIZIONI: QUELLA METRO CHE NESSUNO VUOLE
Ma c’è di più. Il Sindaco Occhiuto, dopo avere sostenuto con fermezza la campagna NO METRO apponendovi la sua stessa firma, oggi tace innanzi alla sua realizzazione, perdendo la fiducia dei cittadini. La realizzazione della Metro è altra grande opera che contraddice le politiche di sostenibilità vantate, poiché distruggerà la nota dorsale Viale Mancini detta Viale Parco proprio per il suo diffuso verde attrezzato a parco del benessere. In tal senso, il Movimento cattolico NOI ha già scritto più volte al Ministro delle infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli perché istituisca un tavolo tecnico finalizzato alla conservazione di Viale Parco.

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Alcuni edifici abbandonati all’incuria nel cuore della Città Storica di Cosenza

IL COLPO DI GRAZIA A CHI CHIEDE GIUSTIZIA
Oggi, arriva il colpo di grazia con l’imposizione fulminea della ZTL a tutta la Città Storica. La Città è sgomenta.

Chi pagherà le conseguenze di questa chiusura priva di ragionamento della Città Storica? La nostra Civiltà Greco-Romana e Giudaico-Cristiana, da sempre magnete tra Uomo e Dio, tra spiritualità, memoria e vita pratica: commercio, lavoro, artigianato, accoglienza, incontro, condivisione, crescita, esistenza.

Movimento NOI : siamo una Comunità politica ispirata dai valori della Chiesa cattolica e non possiamo tacere.

Nessuno ha il coraggio di dirlo. NOI cattolici abbiamo il dovere di parlare e farci portavoce del messaggio chiaro che proviene dal mondo del lavoro: “oggi, il Comune di Cosenza, è guidato dalle persone sbagliate. Sindaco e stragrande maggioranza di Consiglieri hanno imboccato la strada sbagliata nella gestione della Città. Non meritano più la nostra attenzione, la nostra fiducia. Non meritano più di essere votati. E dobbiamo iniziare a dirlo a tutti, da oggi, in ogni angolo di strada”. E’ in atto una storica lesione ai danni dei diritti dei Cittadini e degli ultimi.

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Città Storica di Cosenza – Foto: cortesia ITALIAEXCELSA

Si, perché i danni di questa gestione amministrativa che si nasconde dietro una facciata barocca fatta da festini e luci colorate posate su di un albero che intanto non ha più radice, ricadono già e ricadranno con maggiore forza, su tutta la Città. Le attività chiudono e dietro le attività ci sono famiglie, storie, speranze. Ma c’è un luogo di Cosenza che anticipa a tutti noi quale sarà il futuro dell’altra parte della Città a causa di questa gestione convulsa della politica cittadina: la Città Storica, scrigno sacro di attività umanitarie spontanee e di volontariato che non sono certificabili, catalogabili, classificabili.

Il complesso e spontaneo sistema caritatevole rimane fuori dalla Città Storica e lontano dai bisogni degli ultimi

Questa complessa parte di umanità non può essere sottoposta ad “un permesso” dagli uffici comunali, ogni volta che c’è bisogno di tendere una mano al prossimo. Il danno di questa decisione repentina, improvvisa, è enorme perché non tiene conto del profondo della sua umanità già sofferente e simbolo di cattiva amministrazione.
Il cinico potrebbe pensare ad una decisione presa in contrapposizione alla Soprintendenza che ha rimproverato all’Amministrazione Occhiuto di non poter procedere senza autorizzazioni all’inserimento di paletti modello strada a doppio senso di Piazza Bilotti, ai piedi del sacrato del Duomo. Ma potrebbe anche pensare alla conseguenza politica dell’assenza dell’Arcivescovo Metropolita di Cosenza Bisignano all’inaugurazione del criticatissimo ponte di Calatrava costruito con i fondi delle Case Popolari ex Gescal. Un’assenza che pesa molto politicamente, come la dichiarazione dello stesso Arcivescovo riportata dall’Agenzia dei Vescovi italiani nell’Aprile 2018:

“Le opere di modernizzazione urbana, come l’imponente ponte di Calatrava, in realtà non incidono sulla povertà dei cittadini, dai giovani con contratti a termine ai padri separati. E’ ora di aprirci agli altri – ha ricordato mons. Nolé – e di dire: Io ci sono”.

Sempre il cinico, potrebbe pensare che questa chiusura immediata e inattesa, sia una risposta alla conferenza sulle povertà indetta dal Comune di Cosenza, saltata per la rinuncia dell’Arcivescovo di Cosenza Bisignano che di povertà, se ne intende per davvero poiché esse ricadono tutte sulle spalle dell’Arcidiocesi e non sulla politica dei comunicati e conferenze stampa. Sempre il cinico, potrebbe liberamente pensare che si vuole costringere ad un rapporto più obbediente la Curia di Cosenza. D’altra parte, è sufficiente immaginare quale incalcolabile danno si procura alle Chiese storiche, già inginocchiate dalla cattiva gestione politica, che non potrebbero esercitare liberamente il culto divino e tutto quanto da esso previsto: battesimi, comunioni, cresime, matrimoni, riunioni di volontariato, assistenza ai poveri, gestione di volontari della mensa di “Casa Nostra” (il progetto realizzato con i fondi dell’8/1000 tra i migliori in Italia).

Nella Capitale, ad esempio, la Curia romana è indubbiamente nel cuore di Roma ma nessuno si sognerebbe di chiuderla.

Mai come oggi nella storia di Cosenza, le strade si chiudono. Si chiudono in faccia alle mille povertà e a chi regge sulle spalle il suo mondo complesso e dignitoso. Oggi, l’Amministrazione Occhiuto che da ben 7 anni si disinteressa alla Città Storica e ai suoi grandissimi problemi strutturali e umanitari, alza un muro alto e spesso tra tutti noi e la parte di Città che ha più bisogno di tutti coloro i quali non potranno avere un permesso ZTL. Non parliamo di una Città storica come Assisi che la politica ha avuto l’intelligenza di curare in ogni dettaglio e per questo, fortemente produttiva e attrattiva. Parliamo di una Città abbandonata dalla politica al degrado totale. Solo gli uffici diocesani servono una utenza di 400 mila cittadini laici provenienti della Provincia Ecclesiastica. Dovrebbero tutti recarsi al Comune a chiedere il permesso per esercitare un proprio diritto? Per ognuna delle centinaia di pratiche quotidiane accompagnate da cittadini provenienti da tutta la provincia?

La cosa che più stupisce in tutto questo è il tentativo della sinistra di giustificare la disfatta degli ultimi. Ma, ancora più grave, senza dubbio, è la mancata risonanza di un “NO” netto da parte di tutti quei Consiglieri che si professano cattolici. Ora, al danno di una intera Città consegnata al cemento e al caos diurno e notturno delle movide che si estendono sui luoghi sacri, si unisce la beffa.

La Comunità politica del Movimento Cattolico NOI lavorerà giorno e notte perché il buon senso torni a prevalere. Qui, si parla della nostra Civiltà.

 

 

 

 

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