di Fabio Gallo/

Un nuovo incontro con Giovanni Palladino, l’uomo che sta accompagnando alla canonizzazione Don Luigi Sturzo e suo più profondo conoscitore. Questa volta, dopo l’incontro di Cosenza nella chiesa di San Francesco di Assisi, luogo nel quale si ritrova a riflettere sul da farsi il Movimento NOI, e dopo l’incontro nella Fondazione “Sturzo” di Via delle Coppelle a Roma, lo abbiamo incontrato a Lamezia Terme, ove si è recato per una conferenza giorno 19 Gennaio 2019, che ha seguito quella di Catanzaro voluta dall’Arcivescovo Mons. Vincenzo Bertolone sul tema “Liberi e Forti – Storia o Attualità?”

Da Sx: Eleonora Cafiero, Giovanni Palladino, Rosita Terranova
Da Sx: Eleonora Cafiero, Giovanni Palladino, Rosita Terranova

Ascoltare Giovanni Palladino è come attingere alla sorgente e non a caso il Movimento NOI – rete Umana si è posto discepolo del suo dire semplice e diretto, illuminato dal Vangelo “nascosto nel petto” come i primi cristiani che, come racconta Mons. Bertolone nella sua relazione, “invadevano i fori e esponevano avanti ai presidi e ai re le parole dello Spirito Santo”.

Don Luigi sturzo, Umile Trausi, Fabio Gallo, Giovanni Palladino, Fedele Serpe
Da Sx: Umile Trausi, Fabio Gallo, Giovanni Palladino, Fedele Serpe

Giovanni Palladino è l’uomo con il cuore di luce evangelica che irradia di verità chi lo ascolta e lo trascina verso la visione di una civiltà più giusta non solo immaginabile, ma possibile. Lo abbiamo raggiunto insieme ad una delegazione del Movimento NOI composta da Eleonora Cafiero, Rosita Terranova, Umile Trausi e Fedele Serpe che, come me, hanno avuto la gioia di condividere un pomeriggio ricco di bene.

Quel “servire, non servirsi” di don Luigi Sturzo che la politica dovrebbe avere come meta della propria azione sociale, è raccomandata al Movimento NOI da Giovanni Palladino, come una stella da seguire nella notte buia della democrazia e in una società sempre più bisognosa di sguardo attento al bene comune, resa arida dall’egoismo di una classe politica che ha trascinato il nostro Paese in una condizione esasperante in ogni settore.

Anche l’Arcivescovo di Catanzaro-Squillace, nel suo contributo per il centenario della nascita del Partito Popolare cita “Civiltà Cattolica” nella quale si ricorda che “non bastano più le accolte di anime belle”, che “facciamo discorsi ragionevoli e illuminati, ma le gente è altrove” e che “la questione centrale oggi è quella della Democrazia”.

Il nostro incontro rigenerante con Giovanni Palladino giunge dopo sole 24 ore dalla visita del Ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli a Cosenza. Una visita divenuta una festa per le Associazioni e per quanti producono in silenzio e non sono considerati da una classe politica locale, sempre più arida e che ha reagito in malo modo, da non credere, all’apertura del Ministro alla gente, al suo volere toccare con mano le piaghe infette di “malapolitica” della Città Storica di Cosenza letteralmente abbandonata al degrado, il suo volere testimoniare che il Governo investirà decine e decine di milioni di euro perché tutto torni a rivivere nello splendore del bene comune.

Una reazione – quella della politica locale – che ha molto deluso i Cittadini che si pongono alla ricerca di un dopo migliore e in tal senso, si comprende meglio il nostro ricorrere a Giovanni Palladino, alla “sorgente” sturziana, e anche la riflessione di uno di NOI, Umile Trausi delegato alla Città Storica di Cosenza del Movimento, che su facebook commenta un mio post nel quale denuncio che qualcuno mi vuole male per avere contribuito al bene, in maniera esemplare. Da vero sturziano.

UMILE TRAUSI SUL DOPO VISITA DEL MINISTRO BONISOLI
Il ginepraio mediatico di queste ore, ancora una volta, evidenzia margini marcati ed invalicabili di diversità pseudo culturali, che, inevitabilmente, spingono ad animose diatribe dialettiche a dir poco lesive e destabilizzanti la convivenza sociale. Emerge, ahimè per tutti noi, la bestialità primordiale dell’homo homini lupus. Ognuno cerca di soddisfare le proprie e personali ambizioni, anche e non di rado, a danno degli altri. Personalmente, non accetto questa deriva esistenziale. Per formazione culturale, permeata da profondi e rigorosi valori cristiani, il bisogno di testimoniarli, questi valori, diventa stringente ed obbligante a farlo con ostentata esemplarità e convincimento, esigendo, in base al principio di reciprocità, lo stesso rispetto, che nutro verso chi ha orientato le sue, rispettabilissime, visioni esistenziali a Budda o ad Allah, a Marx o a Nietzsche, etc. La durezza dello scontro verbale, che scaturisce dal confronto dialettico e da oggettive difficoltà di convivenza razionale scaturisce dal solco profondo che divide la visione trascendentale propria del pensiero cattolico rispetto alla visione immanentistica del pensiero materialista o capitalista. Questo per dire che ogni azione assume una valenza diversa in base alla visione olistica. Non c è da meravigliarsi che per il cattolico tutte le cose del mondo sono solo strumento di utilità collettiva per raggiungere un fine ultimo che non è di questo mondo; quello stesso mondo, che per la concezione materialistica, invece, è fine a se stesso per soddisfare compiutamente gli appetiti personali. Non meraviglia, dunque, che la lotta a chi denigra ed offende di più è necessaria a quanti vivono del contingente, vacuo ed effimero, più prossimo. Io ho scelto la strada più difficile da percorrere: quella del servizio. Non essendo un cenobita o un contemplativo mi è consentito professare la mia fede cattolica in ogni espressione della mia esistenza: famiglia, lavoro ed anche nella più bella ed appassionante attività politica, sempre svolta con abnegazione e spirito di servizio “produttivo e utile per gli altri”, come sottolinea magistralmente il prof. Giovanni Palladino, secondo il quale ognuno deve essere chiamato all’azione politica. La condivisione valoriale sul piano più strettamente intellettuale ed emozionale, la comune visione escatologica verso una realtà esistenziale più alta e più preziosa hanno reso fertile l’aderenza al Movimento Noi, che oggi è una, se non l’unica nel panorama regionale, reale proposta politica autenticamente foriera dei valori profondamente d’ispirazione cattolica. Chiamatemi bigotto: sono il vostro specchio. Chiamatemi ignorante: per fortuna posso ancora godere del piacere d’imparare tanto dalla vita.
Chiamatemi fesso: sono un uomo di pace, non mi piace la guerra.
CHIAMATEMI…..semplicemente: Umile.

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