Movimento NOI per le Disabilità
Movimento NOI per le Disabilità

Il 20 novembre del 1989, l‘Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York, approvò la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia. La Convenzione – a cui aderiscono 194 Paesi nel mondo – è stata poi ratificata dall’Italia nel 1991. Ecco perché ogni anno, quasi tutti i paesi del mondo, nello stesso giorno, celebrano la “Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”. Il Movimento NOI ritiene che ci sia una forte correlazione tra i diritti dell’infanzia e l’etica nella politica. Recentemente la Politica ha diretto i propri interessi, in dicotomia con i tempi, su cementificazione massiva e distruzione dell’ambiente, intese come unico modello di crescita, rinunciando alla parte più importante della società che è quella che si occupa dell’infanzia e dei diritti dei bambini a vivere in una società realmente umana e sostenibile.

Rosita Terranova delegata alla Disabilità del Movimento NOI
Rosita Terranova delegata alla Disabilità del Movimento NOI

Rosita Terranova delegata alla Disabilità del Movimento NOI, profitta di questo giorno importante per una breve analisi, quanto mai opportuna, anche per la Città di Cosenza nella quale vive e opera. Prima di dare spazio al contributo di Rosita Terranova ricordiamo i quattro principi fondamentali della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

I QUATTRO PRINCIPI FONDAMENTALI
Principio di non discriminazione (sancito all’art. 2, impegna gli Stati parti ad assicurare i diritti ivi sanciti a tutti i minori, senza distinzione di razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione del bambino e dei genitori).
Superiore interesse del bambino (sancito dall’art. 3, prevede che in ogni decisione, azione legislativa, provvedimento giuridico, iniziativa pubblica o privata di assistenza sociale, l’interesse superiore del bambino deve essere una considerazione preminente).
Diritto alla vita, sopravvivenza e sviluppo (sancito dall’art. 6, che prevede il riconoscimento da parte degli Stati membri del diritto alla vita del bambino e l’impegno ad assicurarne, con tutte le misure possibili, la sopravvivenza e lo sviluppo).
Ascolto delle opinioni del bambino (sancito dall’art. 12, prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i procedimenti che li riguardano, soprattutto in ambito legale. L’attuazione del principio comporta il dovere, per gli adulti, di ascoltare il bambino capace di discernimento e di tenerne in adeguata considerazione le opinioni. La Convenzione pone in relazione l’ascolto delle opinioni del bambino al livello di maturità e alla capacità di comprensione raggiunta in base all’età).

ROSITA TERRANOVA: LA CITTÁ DI COSENZA E I DIRITTI DEI CITTADINI
La città di Cosenza vive una situazione drammatica in cui miseria umana, culturale ed economica fanno da padrone. La politica comunale, così come quella regionale, dimostra continuamente di aver perso di vista il motivo per cui essa esiste: lavorare, bene, per il bene comune. E non per il bene di pochi. Essa, così fatta, comporta, ogni giorno che passa, problemi sempre più gravi, preoccupanti e altamente lesivi dei Diritti di ogni cittadino. Il dialogo tra le varie figure istituzionali interessate non esiste. Esistono solo monologhi in cui ognuno preme per far prevalere le proprie ragioni, in cui si è attenti soltanto a dare colpe ed in cui si usano i bisogni primari e fondamentali del cittadino come arma con cui abbattere il “nemico” politico.

Stiamo tutti pagando lo scotto di quanto accade e, ancor di più, lo stanno pagando tutte quelle persone le cui condizioni fisiche e psichiche le rendono persone svantaggiate, non autonome anche nei gesti e nelle azioni quotidiane, completamente dipendenti da altre e fortemente bisognose di interventi mirati ed immediati che consentano loro di vivere.
Mi riferisco a tutte le persone, e dunque anche a tutti i bambini, affetti da disabilità: esseri umani che la politica calabrese tratta come se fossero unicamente mere pratiche burocratiche, numeri, fogli di carta. Come se fossero quella “macchia umana” che deturpa la bellezza di un abito che solo chi è sano ha il diritto di indossare.

Le persone affette da disabilità sono state utilizzate dalla politica attuale, in più occasioni, come “merce” da utilizzare per combattere e vincere campagne elettorali, poi, abbandonata, una volta raggiunti gli scopi che essa si era prefissata di raggiungere: essere al comando. Sì, al comando, non alla guida. Sempre più numerosi sono i casi in cui diverse figure istituzionali vìolano i Diritti sanciti dalla Costituzione di cui godono, ma solo idealmente, le persone affette da disabilità. E sempre più numerosi, sono i casi in cui chi subisce gli esiti di tali violazioni, debba ricorrere all’intervento della figura di un Legale per vedersi riconosciuti i propri Diritti, il cui disconoscimento lo espone a rischi gravissimi. Addirittura alla morte. La miseria umana, culturale ed economica determinata da questa politica, che i fatti dimostrano si eserciti per servirsi e non per servire, sta riportando in auge -seppur in forme diverse- il modus operandi del Nazismo: eliminare chi non producendo utili è soltanto un costo. Inutile da sostenere. Dannoso per la salvaguardia di quella “normalità” che, invece, si può sfruttare per meri tornaconti personali.

Siamo in balia di una politica consapevolmente indifferente alla risoluzione dei tanti problemi, molti dei quali creati proprio da essa, che tante persone affette da disabilità, sono costrette a risolvere da sé o con l’aiuto di chi se ne prende cura.
“Credo sia arrivato il momento di tirare fuori, da ognuno di noi, -afferma Rosita Terranova- quel senso del dovere con cui  iniziare a lavorare affinché tutto questo scempio abbia fine. Dobbiamo iniziare a mettere da parte il proprio “io” e costruire le basi per una realtà politica e sociale in cui al “noi” sia dato e garantito quanto gli spetta, con azioni e opere che davvero sappiano tutelare, rispettare, proteggere, valorizzare e supportare, ogni diversa normalità. Perché vivere non sia più un privilegio, e un privilegio per pochi, e affinché ad una dura e dolorosa sopravvivenza non sia più costretto alcuno”.

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