vincenzo capocasale papa francesco
Papa Francesco

a cura di Vincenzo Capocasale
delegato alla Famiglia e rapporti con il Clero/

Santità, c’è ancora un altro problema che mi sta molto a cuore e che non mi sento di tacerle. Ella, nel corso del suo pontificato, ha talvolta difeso, giustificato e spesso esaltato la Religione che, più di ogni altra, combatte e perseguita il Cristianesimo e i suoi fedeli. La vedo commuoversi per quanti pretendono di arrivare in Europa senza averne titolo, cultura o, addirittura, simpatia e che molto spesso si insinuano nella nostra Società col solo scopo di cambiarla a proprio uso e consumo, con il dichiarato intento di impossessarsene prima, per poi distruggerla e sostituirla con una a loro più confacente. Una parte molto consistente di Principi della Chiesa Le ha espresso i propri “dubbi”, ai quali però non è giunta risposta alcuna. Se è vero che molti paesi islamici “in ragione  della loro vicinanza geografica concedono l’illusione di una certa affinità intellettuale e culturale, la realtà è che una gran parte di queste Società vive ad anni luce di distanza dall’Occidente – non da quello Cristiano – sopratutto in termini di libertà civili e di Stato di diritto“. La sola Tunisia resta l’unico Paese laico dell’intero mondo arabo, altrove regna l’anarchia come nella nostra dirimpettaia Libia o nel più lontano Jemen. Purtroppo a differenza di noi Cristiani – che tra di noi ci sbraniamo da secoli – il mondo arabo possiede invece una cultura comune e sopratutto condivisa, modellata com’è dalla religione e inquadrata dalla tradizione. Una cultura che, con l’avvento di internet e dei media transnazionali, sta conoscendo una diffusione senza precedenti. Così, malgrado la diversità dei dialetti, “i popoli che si rivendicano di cultura araba, hanno saputo conservare una lingua standard che veicola – dal Golfo Persico all’Oceano Atlantico – idee e aspirazioni comuni.

vincenzo capocasale
Vincenzo Capocasale – Delegato ai rapporti con il Clero e la Famiglia del Movimento NOI – Rete Umana

C’è ancora un altro mio pensiero che, da indegno figlio – seppur devoto al Padre –  vorrei sottoporLe attendendomi chiarezza e certezze che al momento non ho. Mi era stato insegnato che il matrimonio è un sacramento e che l’aborto è un delitto e un peccato mortale e io, non ho avuto esitazioni quando li ho difesi a “viso aperto” nelle battaglie che divisero l’Italia. Oggi purtroppo anche questo è diventato relativo! Scienziati autorevoli – anche laici – ci informano da tutto il mondo e sostengono a gran voce che un bambino, sin dai suoi primi giorni nel ventre della madre, è un essere vivo e senziente e che, per liberarsene, bisogna ucciderlo! Quindi commettendo un delitto. Perché Padre Santo ancora tace? Perché non leva alta la sua autorevole Voce al pari dei suoi grandi predecessori? Provo sconforto, mi creda, quando vedo mettere in secondo piano i tanti – troppi in verità – italiani in povertà ai quali si dovrebbe invece prestare maggiore attenzione, o almeno pari a quella che viene riservata ai fratelli migranti. Questi italiani – che pure si accontenterebbero di una Sua paterna parola, di una Sua pur minima attenzione – si sentono confusi  e smarriti se non, forse, un poco traditi. In compenso però, beatissimo Padre, Ella è assurto al rango di icona per coloro che – solo fino a ieri – consideravano la religione (e particolarmente la dottrina cristiana e cattolica ) come “l’oppio dei popoli”; così Ella ha dato al suo pontificato una connotazione sempre più politica e sempre meno mistica. È finita che così, sono stati tollerati sacerdoti che esibiscono la loro omosessualità e i loro “fidanzati” come se la loro condizione li esentasse solo perché tali – ma si badi loro e solo loro, perché quelli eterosessuali se colti in fallo vengono esposti al pubblico ludibrio – dal voto di castità pronunciato al momento della loro  ordinazione sacerdotale. Così, ogni peccato ha finito per diventare veniale e trascurabile, tranne però quello di multiculturalismo. Santità, Lei che ha raccolta l’eredità dei due grandi Pontefici che l’hanno preceduta, quell’eredità – mi dispiace davvero dirlo – l’ha dissolta nel nome di una sua particolare visione che è tutta politica e affatto spirituale della religione. Sono confuso turbato, Padre Santo, sono nel dubbio e aspetto che possa Ella discioglierlo. La prego, comprenda questi miei dubbi, queste mie incertezze che seppure vengono da un figlio disobbediente, tuttavia vuole continuare a restare figlio.

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Vincenzo Capocasale
Salve sono Vincenzo Capocasale, laureato nella Facoltà di Giurisprudenza all'Università di Siena. Negli anni '70 ho rivestito l'incarico di responsabile del Fuan. Sono stato assunto presso la Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania poiché Vincitore di concorso dove sono risultato primo su dodicimila concorrenti. Dal 1978 ho collaborato con le Testate dell'Istituto in qualità di redattore ai programmi economici nel quindicinale televisivo "Carical Informa". Ho curato inoltre uno spazio televisivo e una pagina sulla rivista "Agorà" dove presentavo i beni artistici della Calabria e della Basilicata, in particolare le più interessanti emergenze culturali e sconosciute ai più. Ho chiuso la mia carriera pensionandomi anticipatamente nel febbraio 2008. A Cosenza sono stato socio Unitalsi e attualmente sono impegnato in qualità di volontario presso le Case famiglia della Divina Provvidenza, presso l'Associazione di Volontariato "Casa Nostra" e seguo anche le attività della Cooperativa Sociale "Arca di Noè".

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