Chi conosce bene Vincenzo Capocasale, Delegato ai rapporti con la Famiglia ed il Clero del Movimento NOI, sa bene che parliamo di un Uomo e padre di famiglia esemplare, che non si risparmia mai, a qualsiasi orario del giorno e della notte, suprattutto quando si tratta di sostenere gli ultimi. Credo che proprio il contatto con queste generose “sorgenti di Dio”, gli suggerisca di non essere tiepido neanche con il Santo Padre. Un figlio deve avere sempre il coraggio di parlare con suo padre e di essere franco e limpido come acqua limpida di sorgente. Vincenzo, tra l’altro, si occupa di accoglienza e fa scuola, con santa pazienza, agli immigrati e conosce molto bene anche il loro pensare la loro libertà. La sua è un’opera reale, come quella dettata dall’Arcivescovo di Cosenza – Bisignano Francesco Nolè che si traduce in un abbraccio caldo e senza filo spinato tra l’uno e l’altro. Una libertà molte volte diversa dalla nostra ma che Vincenzo Capocasale rispetta e confronta con quanto assorbe quotidianamente di bene, dalla mensa del Signore alla quale non manca mai.

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Vincenzo Capocasale Delegato alla Famiglia e apporti con il Clero del Movimento Cattolico NOI

a cura di Vincenzo Capocasale/

“Santità, ho deciso di scriverle due parole sui recenti movimenti in seno alla nostra Chiesa. Premetto di essere un cattolico praticante e di fede ben salda e mi rivolgo a Lei in piena fiducia, tentando di esprimere al meglio il mio pensiero. Devo esserle sincero, il suo Pontificato sino ad ora mi ha lasciato profondamente perplesso; dal Vicario di Cristo in terra mi sarei aspettato qualche certezza in più in merito a questioni di Fede. Vede, Santità, io parto dal presupposto che il Sommo Pontefice abbia il compito di difendere fermamente i princìpi basilari del cristianesimo e non di “relativizzarlo” banalizzandone i dogmi. Ella, Santità, dovrebbe essere il custode principale della nostra dottrina cristiano/cattolica e, sopratutto, la guida morale e spirituale della Comunità dei Credenti.

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Papa Francesco

Mi permetto chiederle: come può pensare di assolvere questo compito gravosissimo se non ha la volontà e la forza per sostenere la Fede, rispondere alle esigenze del “gregge” ed appagarne le esigenze spirituali? Quando pronuncia frasi quali chi sono io per giudicare e lo fa su materie di sua stretta competenza, mentre su temi secolari e squisitamente politici è invece prodigo di esternazioni, anche categoriche, Lei contribuisce ad insinuare il seme (cattivo) del dubbio e dell’incertezza nell’animo e nella coscienza di gran parte dei fedeli cattolici.

Sembra davvero che Regole, Dogmi e Precetti le procurino fastidio e insofferenza e che altrettanta gliene provochino coloro che vorrebbero attenervisi.

Quella sua frase, apparentemente bonaria e per ciò stesso accattivante, creò profondissimo disagio in tutti i credenti, sia ferventi che tiepidi, se ne è reso conto? Per intenderci: Dio non è forse Uno e Trino? Non è forse Padre, Figlio e Spirito Santo? Se dunque Gesù è Dio stesso, come si spiega che fosse un monello, che commettesse errori, che indulgesse debolezze tipicamente umane? Si immagina lo stato confusionale in cui si dibattono i semplici credenti come me che si trovano senza punti di riferimento certi e con un Dio che – come Lei ha avuto modo di affermare – sbaglia, fa marachelle e, magari in nome della tolleranza e del multiculturalismo, se ne va nel deserto non già per scacciare il demonio, ma per giocarci una amichevole partita a briscola…..

Cosa può offrire la Religione all’uomo se gli nega Punti Fermi? Mi perdoni Santità, io non ho titoli per giudicarla, né voglio farlo, ma Le scriverò ancora, su altri punti che mi stanno a cuore, ma – sopratutto – per non indulgere in un triste pensiero, quello di credere in un Dio diverso dal suo….

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