Parlamento Italianoa cura di Vincenzo Capocasale/

A “bocce ferme” dopo la conclusione delle c.d.”parlamentarie” del Movimento Cinque Stelle – e dopo le agitazioni varie e i diversi e non spiegati blocchi informatici che la pur collaudata piattaforma Rousseau ha registrato – mi sembra opportuno fare qualche ulteriore considerazione. A Pescara, dopo la manifestazione svoltasi nella struttura – pur magnificamente decadente e di dannunziana memoria – della ex fabbrica “Aurum”, il candidato premier Di Maio ha presentato il suo programma di governo e i candidati parlamentari, questi ultimi selezionati attraverso meccanismi che hanno lasciato notevoli dubbi, non solo agli esclusi o a quanti non hanno conquistato posizioni utili per essere eletti alla Camera o al Senato, ma anche a semplici spettatori della scena politica quali noi siamo. Quando verranno “desecretati” i reali impedimenti della piattaforma Rousseau – magari dopo l’uscita di scena del padre nobile Grillo o quando i Cinque Stelle guideranno il governo nazionale e speriamo con una guida che non sia simile a quella del Comune di Roma – si conosceranno i veri ostacoli della piattaforma e si capirà se “inghippi e farraginosità” siano stati voluti, creati ad arte o comunque messi in atto per “preconfezionare” un risultato che garantirà ad almeno 80 parlamentari uscenti il ritorno a Roma sotto il simbolo pentastellato. Per adesso tutti i parlamentari uscenti a Cinque Stelle sono stati riconfermati e “piazzati” capilista nei rispettivi collegi con l’elezione sicura, considerati i sondaggi che assegnano al Movimento il primato elettorale, sia pure non sufficiente per formare un governo. Dire che la base del Movimento è in subbuglio è dire poco e sotto la cenere e le apparenze il regolamento di conti cova, anche pesantemente, quasi in tutta Italia. E Cosenza non ne è immune. Anzi tutt’altro! Il pure astuto Luigino di Maio, anche se è riuscito più o meno abilmente a smarcarsi dal suo “padre nobile” Grillo ritagliandosi il ruolo di “capocomico”, avrà anche qui non poche gatte da pelare. A cominciare dalla scelta dei candidati ai collegi uninominali, dove la competizione – ovunque in tutta Italia, da Cosenza a Roma a Pomigliano d’Arco – oltre il richiamo del Movimento, sarà solo ed unicamente nel confronto diretto tra i candidati senza alcuna protezione, con buona pace di quanti pregustavano (a Cosenza come a Roma o a Pomigliano) una sfida elettorale al rallentatore, quasi senza particolari sforzi organizzativi, con tutto quello che il termine significa, anche sotto l’aspetto economico e finanziario. A buon intenditore poche parole bastano per capire. A Sinistra, il movimento di Bersani in Calabria ha deciso per Nico Stumpo in entrambe le circoscrizioni calabresi, nella convinzione che il Parlamento italiano non possa fare a meno dell’apporto qualificato del già Dirigente del PD; ma anche qui la base del partito è in notevole fermento. L’indicazione di Stumpo è valsa infatti a generare una protesta diffusa, con l’abbandono di campo di Fiorita e di altri giovani che auspicavano un totale rinnovamento, che invece non si è verificato. Nel Centro Destra, Forza Italia certamente schiererà nei listini – anche di altre circoscrizioni territoriali – nelle prime posizioni i parlamentari uscenti, per evitare agli stessi gli sforzi di una campagna elettorale nei collegi uninominali calabresi dove le sorprese potrebbero non mancare. Dal canto suo, il ministro Minniti – che da anni non si misura con l’elettorato della sua Terra – andrà a candidarsi addirittura nelle Marche. E tanto perché, particolarmente in Calabria, si assiste ad una vera e propria fuga elettorale della grande nomenclatura; non si sa se per il timore di fare pessime figure o per fare conoscere altrove e meglio le grandi e indubbie capacità dei parlamentari calabresi, sicuramente da prendere ad esempio per le iniziative personali e le proposte di legge presentate. Molto probabilmente quello del 4 Marzo sarà solo un primo tempo e, dopo un intervallo di pochi mesi, si tornerà a votare; magari con una nuova legge elettorale che – ci auguriamo – possa restituire al cittadino/elettore la possibilità reale della scelta. Ed è proprio a proposito di una nuova legge elettorale che siamo al paradosso o alle comiche. Mentre in Italia vengono sciolte diverse Amministrazioni per infiltrazioni mafiose e i Sindaci calabresi – almeno quelli non ancora commissariati – prendono posizione rifiutando l’etichetta di fiancheggiatori della criminalità, questi spregevoli termini vengono usati, ripresi e abusati da un importante quotidiano del Nord; appare perciò singolare che i cultori del listino bloccato, magari parlamentari uscenti e sistemati da più lustri nei “comodi e dorati scranni romani” invochino il non inserimento delle preferenze nelle elezioni parlamentari, adducendo che le stesse sarebbero “corsie preferenziali” per l’ingresso dei clan nelle Istituzioni della Repubblica.

vincenzo capocasale
Vincenzo Capocasale – Delegato ai rapporti con il Clero e la Famiglia del Movimento NOI – Rete Umana

Io credo invece che forse è piuttosto la paura, il timore a confrontarsi tramite il sistema delle preferenze, l’ostacolo per eliminare dopo il Porcellum anche l’attuale Rosatellum che, sicuramente, non rappresenta una legge elettorale degna di questo nome. Ma ormai manca poco, la competizione elettorale tra pochi giorni partirà e vedremo tutti cosa succederà sia per l’affluenza alle urne, sia per quanto riguarda le scelte che i cittadini/elettori compiranno, sopratutto nei collegi uninominali, dove non ci sono paracaduti di sorta per garantire l’elezione ed è eletto solo chi arriva per primo! E tanto si verificherà, così come a Cosenza, a Roma e a Pomigliano d’Arco, la circoscrizione elettorale – questa – del giovane Luigino Di Maio. A Cosenza c’è pure una novità interessante, la candidatura di Franco Corbelli al Senato con i “Liberi e Uguali“ di Grasso. Speriamo davvero che Corbelli – il quale quando vuole sa essere puntuale e pungente – parli diffusamente delle “problematiche cosentine”, magari reclamando – dove potrebbe non avere avversari – un confronto aperto e franco su quanto realmente accaduto in tutte le Istituzioni e Amministrazioni Pubbliche di Cosenza in questi ultimi anni. Rimaniamo altresì in attesa che il “buco nero” delle candidature venga colmato anche da Forza Italia e dagli altri Partiti del Centro Destra con l’indicazione – finalmente – dei propri candidati alla Camera e al Senato. Mi viene spontanea un’ultima irriverente domanda: perché i parlamentari cosentini uscenti, siano essi della Camera o del Senato, non si cimentano pure a Cosenza? Questo sarebbe davvero un interessante confronto politico/elettorale, dove l’importante non sarà partecipare ma vincere; magari grazie a proposte politiche concrete, nel segno del rinnovamento e della discontinuità.

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Vincenzo Capocasale
Salve sono Vincenzo Capocasale, laureato nella Facoltà di Giurisprudenza all'Università di Siena. Negli anni '70 ho rivestito l'incarico di responsabile del Fuan. Sono stato assunto presso la Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania poiché Vincitore di concorso dove sono risultato primo su dodicimila concorrenti. Dal 1978 ho collaborato con le Testate dell'Istituto in qualità di redattore ai programmi economici nel quindicinale televisivo "Carical Informa". Ho curato inoltre uno spazio televisivo e una pagina sulla rivista "Agorà" dove presentavo i beni artistici della Calabria e della Basilicata, in particolare le più interessanti emergenze culturali e sconosciute ai più. Ho chiuso la mia carriera pensionandomi anticipatamente nel febbraio 2008. A Cosenza sono stato socio Unitalsi e attualmente sono impegnato in qualità di volontario presso le Case famiglia della Divina Provvidenza, presso l'Associazione di Volontariato "Casa Nostra" e seguo anche le attività della Cooperativa Sociale "Arca di Noè".

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