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Rosita Terranova – Responsabile Dipartimento Diritti Negati e Doveri Movimento NOI

di Rosita Terranova/ Dipartimento Diritti Negati e Doveri/

I termini “immigrazione” e “accoglienza“, stanno mutando il loro significato, forse a causa di una società, quella italiana, ove è certificato che il 70% dei cittadini è analfabeta (legge, guarda, ascolta, ma non capisce, ndr.) e non in grado di associare gli accadimenti al loro significato (approfondisci qui). Nel nostro caso, ovviamente, non trattasi di migrazione per motivi di studio, lavoro e tutto quanto procura un naturale integrarsi tra culture e religioni, in un contesto ecumenico e di pace, ma di quella migrazione di massa, forzata, incontrollabile, ingovernabile ancora oggi, che genericamente è identificabile con gli sbarchi sulle coste del Sud Italia. La nostra dimensione culturale di laici di fede cristiana è certamente ecumenica e di pace ma prima ancora che di carattere religioso, dobbiamo porci domande che hanno a che fare con il buon senso, con il fare civile e la politica di quello che dovrebbe essere un buon governo, che non c’è.

Questo clima di indifferenza causato dall’analfabetismo e dalla conseguente incapacità di analizzare i fatti in profondità, dunque per quanto realmente essi comportano come rischio, sta facendo dell’Italia il luogo ideale per la speculazione, contenuta sia nel termine “immigrazione”, che “accoglienza”. A ciò si aggiunga la disinformazione di Stato e la controinformazione proveniente dall’industria delle fake news che vive di parassitismo politico, e ci renderemo conto che solo ed esclusivamente il buon senso può aiutarci a individuare politiche atte a strutturare un nuovo modello di Democrazia in grado di governare le grandi crisi cui siamo sottoposti.

Sono due distinti fenomeni che, non vengono valutati con il reale peso che dovrebbero avere nel senso politico, culturale ed economico perché possano essere amministrati e non subiti. Questa manifesta incapacità di organizzare l’accoglienza, come possiamo toccare con mano per lo stato di agitazione presente nelle città italiane, produce nuove forme di schiavitù, di sfruttamento, di gravi rischi per la tenuta della Democrazia dell’Italia e, non ultimo, un clima di rabbia nel Paese ospitante e nel migrante che, inevitabilmente, crea derive estreme che cavalcano l’onda.

Il Movimento NOI, distingue in maniera netta il buonismo, frutto di una certa classe della politica ignorante e accomodante, dalla politica vera che sa e deve assumersi le responsabilità per il bene di un Paese, tenendo presente il livello massimo di “sostenibilità” dell’accoglienza, perché non debba generare negazione dei diritti umani sia per chi migra che per chi accoglie.

Parlare di livelli di “sostenibilità” è indispensabile. Anche Papa Francesco ha recentemente dichiarato che l’accoglienza ha come limite la sua sostenibilità. Ma sembra impossibile stabilirne la soglia in una Nazione ove, l’accoglienza è mercato di una “umanità perduta” e la litigiosità politica è tale, da avere ridotto l’Italia e la sua grande genialità industriale, artistica e culturale, in un discount per Paesi economicamente emergenti.

SOSTENIBILITA’ NUMERICA E SOSTENIBILITA’ CULTURALE
In questa direzione bisogna chiarire che, chi viene accolto entra a far parte di una Comunità culturale che ha regole, tradizioni, religione che non si ha diritto a rimuovere e violare poiché rappresentano il luogo nel quale chi fugge da guerre, carestie e desertificazione di valori, trova innanzitutto l’opportunità della Pace. Concetto in dicotomia con il subire dall’ospite la devastazione del proprio patrimonio culturale, il dovere assistere alla creazione di uno stato straniero nello Stato ospitante, teso a sovvertirne l’ordine naturale. I gravissimi disordini e scontri tra migranti che hanno occupato interi quartieri nel Nord Italia e le Forze dell’Ordine, parlano da soli e non possiamo far finta di non vedere.

Si moltiplicano gli atti compiuti in nome di una prevaricazione che disconosce e tende ad annientare chi vive, pensa, prega e pratica una fede diversa da quella del migrante.
I fatti dimostrano che l’Italia non è pronta ad accogliere in maniera adeguata milioni di persone che sbarcano nei nostri porti o che, in essi, vengono trasportati.
Gli innumerevoli episodi di sfruttamento, violenza e abbandono in mare, dimostrano che il nostro Paese deve ancora lavorare moltissimo per garantire un’accoglienza che non si limiti esclusivamente a fornire pasti e posti letto.

Crediamo sia opportuno che chi parla di Islam e di immigrati, inizi a valutare meglio da un punto di vista antropologico gli effetti di una dominanza politica, sociale, culturale e religiosa che, con la richiesta di aiuto al nostro Paese poco ha a che fare.
Nessuno di noi e di NOI non tenderebbe una mano a chi ha bisogno. Ma quella mano non vogliamo sia poi “recisa”, per non avere più nulla da dare.

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