vincenzo capocasale, emigrazione, diritti umani
Vincenzo Capocasale - Responsabile Dipartimento Famiglia e Rapporti con il Clero

a cura di Vincenzo Capocasale/

Gli Italiani che stabilmente risiedono ormai all’estero sono oltre 5 milioni e questa pur ragguardevole cifra è destinata fatalmente a crescere con un aumento del 3,3% rispetto al 2016. Oggi, emigrano sopratutto i giovani e in particolare i più talentuosi culturalmente, che varcano gli avari confini in cerca di futuro; accanto ad essi anche un consistente numero di pensionati che, vessati da tasse e balzelli di natura diversa, non ce la fanno più ad arrivare alla fine del mese in quello che fu “il Bel Paese” della loro gioventù. Due categorie diverse ma assimilate da una stessa fame: per i giovani una “fame di futuro” , per i pensionati invece una “fame di tranquillità”.

Emigranti-FILM
Dal Film del 1999 – “Emigranti”

I dati sconfortanti ma veritieri li ha di recente forniti la Cei attraverso la “Fondazione Migrantes” e particolarmente la ragguardevole cifra di 48.600 giovani partiti nel corso del 2016, di età compresa tra i 18 e i 34 anni, con un aumento del 23,3% rispetto al 2015, dovrebbe almeno preoccupare gli attuali nostri governanti e imporre alla loro attenzione la necessità di interventi di rinnovamento politico organici ed efficaci. Purtroppo non è così, impegnati come sono a elaborare nuove leggi elettorali che ne conservino, perpetuandola, la poltrona di potere. Che siano giovani o anziani, coloro che si trasferiscono all’estero definitivamente recidono le proprie radici e le proprie tradizioni, insomma, quelli che in un tempo poi non troppo lontano venivano definiti e considerati veri e propri “valori da difendere”.

I dati allarmanti delle partenze sono pressoché omogenei in tutte le Regioni: si parte dalla Lombardia alla Sicilia, dal Veneto al Lazio e alla Calabria. Chi parte si dirige verso le Americhe (il 32,5%), verso il Nord Europa (il 39,9%9) in minor misura verso l’Oceania, l’Africa o l’Asia. Questi i dati in grandi linee e, ove si rifletta che il 33% dei giovani sono senza lavoro e che – se mai arriverà – la loro pensione sarà da fame, non possiamo che fare nostro il grido del grande Edoardo, urlato ben oltre 40 anni fa ai giovani napoletani “Fujtevenne!”.

Ieri Napoli, oggi l’Italia, questa l’amara sintesi, anche perché, per come ha detto “l’illuminato” ministro Padoan, i pensionati italiani danneggiano i conti INPS perché “crepano troppo tardi”…… malgrado i contributi versati e serviti all’Inps per pagare tanti parassiti a carico dello Stato.

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Vincenzo Capocasale
Salve sono Vincenzo Capocasale, laureato nella Facoltà di Giurisprudenza all'Università di Siena. Negli anni '70 ho rivestito l'incarico di responsabile del Fuan. Sono stato assunto presso la Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania poiché Vincitore di concorso dove sono risultato primo su dodicimila concorrenti. Dal 1978 ho collaborato con le Testate dell'Istituto in qualità di redattore ai programmi economici nel quindicinale televisivo "Carical Informa". Ho curato inoltre uno spazio televisivo e una pagina sulla rivista "Agorà" dove presentavo i beni artistici della Calabria e della Basilicata, in particolare le più interessanti emergenze culturali e sconosciute ai più. Ho chiuso la mia carriera pensionandomi anticipatamente nel febbraio 2008. A Cosenza sono stato socio Unitalsi e attualmente sono impegnato in qualità di volontario presso le Case famiglia della Divina Provvidenza, presso l'Associazione di Volontariato "Casa Nostra" e seguo anche le attività della Cooperativa Sociale "Arca di Noè".

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